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I partiti che si definiscono di sinistra sono indispensabili perché una
democrazia cammini verso una sempre maggiore giustizia sociale. Ma le
comunità qui presentate hanno una finalità diversa.
Quelli che aderiscono a un partito che si dice “socialista” o
“comunista” non vivono, neppure tra di loro, né il socialismo, né,
tanto meno, il comunismo. Queste comunità, invece, la vita sociale che
ritengono giusta la mettono in pratica.
Nella comunità di Nomadelfia tutte le attività produttive si svolgono
all’interno. Quindi non esiste il contrasto di interessi tra il datore
di lavoro e il lavoratore. Nelle comunità dell’ ACF, invece, il lavoro
dipendente all’esterno è ammesso. Ci può essere dunque una
partecipazione alle lotte sindacali. E chi vi è impegnato trova
certamente un sostegno nell’essere membro di una comunità.
Gli
hutteriti tradizionali e i Bruderhof hanno sempre lavorato per terzi e
continuano tuttora proficuamente in questa condotta, che garantisce loro
l’autosufficienza economica. [per tutto questo ved. ESPERIENZE
ATTIVE]
Osservando la loro fisionomia non sembrano propriamente tali. Tuttavia, ad
esempio, le comunità dell’ACF lo sono. Essere incluse nel volontariato
facilita i rapporti con gli enti pubblici.
Anche
Nomadelfia è spesso considerata un’associazione di volontariato. Il
fatto è che, come lamenta il suo fondatore, la nostra legislazione non
prevede l’istituto della comunità [ ved. TEMA
A].
Anche
gli hutteriti, per secoli, hanno lottato per ottenere una identità
giuridica negli stati in cui via via avevano cercato rifugio.
E’ un tema di grande interesse su cui le comunità stesse potranno dirci
qualcosa e che il sito si propone di approfondire.
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