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NOTA 1

Il testo di Brecht è nella sua "Ode al comunismo", del 1933.

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NOTA 2

 M Stirner, citato in G.N. Berti, Un’idea esagerata di libertà, ed. Elèutera, 1998.  

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NOTA 3

 C. Marx, Critica al programma di Gotha

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NOTA 4

Giov. 13,35    Antico testamento, Vangeli, Corano,

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NOTA 5

L’ipotesi non sembrerà utopistica se si considera che qualche decennio fa si sarebbero ritenute tali istituzioni che oggi sono invece una realtà, come le banche etiche, il commercio equo e solidale (che nel loro stesso nome sembrano contenere una contraddizione). 

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NOTA 6 

“La vita, la libertà, la ricerca della felicità”, di cui questa ricerca, in altri termini, si occupa, sono definite “verità assiomatiche” in un testo considerato il manifesto del primo stato nato dal pensiero illuminista, la Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d’America. Che queste verità debbano essere costantemente confermate, e la loro realizzazione costantemente riconquistata, è per un certo verso incomprensibile, per altro verso ovvio. Incomprensibile perché verità assiomatiche dovrebbero venire subito e da tutti vissute, ovvio perché qualità della vita, misura della libertà, natura della felicità, sono diverse per ogni uomo. Come si vedrà ampiamente nel corso della ricerca.

         Chi conosce il romanzo di fantascienza di Ursula Le Guin,  Il pianeta dei reietti, Editrice Nord,  1990, sa che sul pianeta Anarres si era costituita una società anarchica ed egualitaria. Ma il protagonista la lascia, per viverli a suo modo, proprio quegli stessi principi, in una “nuova Anarres”. E così via.

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NOTA 7

Ogni costituzione presuppone che vi siano dei valori comuni fra quanti la sottoscrivono. Anche lo stato più liberale in politica e liberista in economia pone alcuni limiti alla libertà individuale: sono vietati, ad esempio, l’esercizio individuale della forza, il furto, il sovvertimento delle istituzioni. Ma costituzioni diverse possono dare norme relative alle iniziative economiche, possono dare facoltà al potere pubblico di intervenire in  campi diversi, come, ad esempio, l’istruzione pubblica, possono prescrivere comportamenti via via sempre più inerenti la vita privata. Si giunge a quello che viene definito lo stato etico (confessionale, se le norme imposte hanno un fondamento religioso), cioè stato che impone una propria visione etica. La forma dello stato etico è considerata antitetica a quella dello stato laico e democratico.

Resta da stabilire quali siano i limiti da porsi alla libertà individuale e, all’opposto, all’interferenza del potere pubblico nella vita personale.

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NOTA 8

Le citazioni sono da R. Nozick, Anarchia, stato, utopia – i fondamenti filosofici dello stato minimo, 1974,  ed. it. Le Monnier, 1981, per conto della Fondazione Luigi Einaudi.

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NOTA 9

Cfr. A.O. Hirschman, Lealtà, defezione e protesta, ed. Bompiani, 1982

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NOTA 10

Pur senza giungere ad una proposta radicale come quella di Nozick , tutto questo è ampiamente trattato in M. Walzer, Sulla tolleranza, ed. Laterza, 1998.

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NOTA 25

Wolfgang Sachs, ha studiato sociologia, pedagogia e teologia a Monaco, Tubinga e Berkeley. Lavora all’istituto di Wuppertal per il clima, l’ambiente e l’energia. Tra i suoi libri tradotti: Archelogia dello sviluppo e Nord e Sud dopo il tracollo dell’est, ed. Macro. L’articolo qui riprodotto è apparso su il manifesto, 12.12.97, numero monografico dedicato al tema della libertà ricco di interventi notevoli.  

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NOTA 27

All’intervista sono state apportate integrazioni con testi originali di altra provenienza.

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