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Marco Sommariva
RIBELLI
Pag. 182
ed. Malatempora 2005

La storia dell'Occidente Europeo è costellata di ribellioni, e ribelli che hanno modificato, o tentato di modificare l'assetto dei poteri politico economico religiosi che ci hanno oppresso in questi ultimi sette secoli, ed ancora ci opprimono. Qui Marco Sommariva narra le vicende, e le valenze filosofiche, utopiche, politiche di un centinaio di questi grandi ribelli che hanno squarciato il buio del potere... Comincia da S. Francesco, grande trasgressore religioso... per arrivare a Marx ed alle molte figure dell'anarchia. Alcuni fin troppo famosi, altri troppo poco... La storia la fanno i potenti, ma sono i ribelli del pensiero e dell'azione che la cambiano: questo dice il libro.

INDICE

Il Mille
1 - Patarini e Arialdo da Cucciago

Il Millecento
2 - Arnaldisti, Petrobrusiani ed Enriciani
3 - Gioacchino da Fiore e Flagellanti
4 - Valdesi e Umiliati
5 - San Francesco

Il Duecento
6 - Catari
7 - Ruggero Bacone
8 - Jacopone da Todi
9 - Gerardo Segarelli e Fra' Dolcino

Il Trecento
10 - Jacquerie, Ciompi, Tyler e Ball

Il Quattrocento
11 - Jan Huss e Taboriti
12 - Giovanni Pico della Mirandola
13 - Tommaso Moro

Il Cinquecento

14 - Munzer, levellers, diggers e ranters
15 - Giordano Bruno
16 - Fra' Paolo Sarpi
17 - Galileo Galilei
18 - Tommaso Campanella

Il Seicento
19 – Pirati

Il Settecento
20 - Jonathan Wild e Henry Fielding
21 - Voltaire
22 - Denis Diderot
23 - Jean-Jacques Rousseau
24 - Meslier, Deschamps e Condorcet
25 - William Blake
26 - Mary Wollstonecraft
27 - William Godwin
28 - Claude-Henri de Saint Simon
29 - Georg Wilhelm Friedrich Hegel
30 - Robert Owen
31 - Charles Fourier
32 - Enragés
33 - Gracco Babeuf

L’Ottocento
34 - Trade Unions
35 - Max Stirner
36 - Pierre-Joseph Proudhon
37 - John Humphrey Noyes
38 - Aleksandr Herzen
39 - Michail Bakunin
40 - Henry David Thoreau
41 - Karl Marx
42 - Lev Tolstoj
43 - Louise Michel
44 - Elisée Reclus
45 - Emily Dickinson
46 - Toro Seduto
47 - Josiah Warren e Benjamin Ricketson Tucker
48 - Petr Kropotkin
49 - Carlo Cafiero
50 - Anselme Bellegarigue
51 - Ernest Coeurderoy e Joseph Déjacque
52 - Errico Malatesta
53 - Oscar Wilde
54 - Francesco Saverio Merlino
55 - Francisco Ferrer Y Guardia
56 - Pietro Gori
57 - Emma Goldman e Aleksandr Berkman
58 - Mohandas Karamchand Gandhi
59 - Rosa Luxemburg
60 - Albert Joseph "Libertad"
61 - Jules Bonnot
62 - La Banda del Matese

Il Novecento
63 - Marius Alexander Jacob (Arsenio Lupin)
64 - Joe Hill
65 - Carlo Tresca
66 - Emiliano Zapata
67 - Clovis Abel Pignat
68 - Nestor Makhno
69 - Victor (Serge) Kibalcic
70 - Radowitzky, Liabeuf e Kotoku
71 - Vaillant, Henry e Caserio
72 - Buenaventura Durruti
73 - Sandro Pertini
74 - Camillo Berneri
75 - Albert John Luthuli
76 - Carlo Rosselli
77 - Gaetano Bresci
78 - Gino Lucetti e Angelo Sbardellotto
79 - Severino Di Giovanni
80 - IWW
81 - Alfonso Failla
82 - Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti
83 - Nelson Mandela
84 - Marcello Bernardi
85 - Kurt Gustav Wilckens
86 - Malcolm X
87 - Ernesto "Che" Guevara
88 - Martin Luther King
89 - Bob Dylan
90 - Beat Generation
91 - "Chico" Mendez
92 - Ken Saro-Wiwa
93 - Iqbal Masih
94 - EZLN/Marcos

 

Giorgio Spini
LE ORIGINI DEL SOCIALISMO - DA UTOPIA ALLA BANDIERA ROSSA
Pag. 394
ed. Einaudi, 1992

Racconto della "lunga marcia" al socialismo che si sviluppò dalla pubblicazione dell'opera di Thomas More, all'alba del Cinquecento, fino alla nascita dei movimenti "socialisti" dell'Ottocento.
Una marcia che si è sviluppata attraverso la ridiscussione delle Leggi platoniche, i temi dell'umanesimo evangelico di Erasmo, fino al secolo dei Lumi, alla rivoluzione francese, alle Trade Unions e alla Congiura degli Eguali.
Per scoprire che il termine "comunismo" era già in uso cinque secoli orsono.
 
Giuseppina Ciuffreda, Nicole Janigro (a cura di)
VIVERE ALTRIMENTI
Pag. 387
Pratiche Editrice 1997

Una guida a decine di villaggi verdi, nuove comunità religiose, centri New e Next Age, di salute e solidarietà, in Italia, in Europa e nel mondo.

[dalla presentazione] Milioni di persone nel mondo sono alla ricerca di un altrove, dove "vivere altrimenti". Si può fuggire dalle città, oppure cambiare tempi e stili di vita, o rifugiarsi nella meditazione, o stravolgere le proprie abitudini alimentari: a volte è solo per un weekend, un attimo da strappare alla quotidianità, ma in alcuni casi la scelta diventa definitiva. Comunità e villaggi, borghi e conventi sono luoghi dove piccoli e grandi gruppi inventano e sperimentano possibilità nuove di vita e di comunicazione.
 

Paolo Ceri (a cura di)
LA DEMOCRAZIA DEI MOVIMENTI
Pag. 215
ed. Rubettino, 2003

Come si prendono le decisioni all'interno della Rete Lilliput, di Attac Italia, del Commercio Equo e Solidale, dei Social Forum, dei Black Bloc, dei Disobbedienti ...
Come si praticano la democrazia diretta, il consenso partecipato, il decisionismo morbido, la consultazione comunitaria...
Irene Bignardi,
LE PICCOLE UTOPIE
Pag. 160
Feltrinelli, 2003.

Utopie nel senso di luoghi che possono esserci, e ci sono, che proteggono, nutrono, sostengono - in una dimensione limitata, controllabile, reale - le idee, i progetti, le speranze di un mutamento in un mondo migliore. Luoghi utopia che si possono visitare, conoscere, dove si può dormire, dove si può mangiare, con i cui ideatori, fondatori e portavoce ci si può confrontare direttamente. Piccole utopie, non perché non siano importanti, non perché non abbiano lasciato un segno nella storia e nelle persone che le hanno vissute e portate avanti, ma nelle dimensioni. [...] Esperimenti generosi e realizzati che disegnano i contorni di un possibile e impossibile mondo migliore. Se non c'è, ci dicono questi piccoli laboratori dell'utopia, è solo colpa nostra.

Slavoj Zizek
DIFESA DELL'INTOLLERANZA
Pag. 90
Città Aperta Edizioni, 1998

Spesso il multiculturalismo nasce da un processo di spoliticizzazione.
E se questo multiculturalismo spolicitizzato fosse la nuova ideologia del capitalismo globale?
Marco Revelli
OLTRE IL NOVECENTO
Pag. 288
Einaudi, 2001

 [l'autore si riferisce a chi è dedicato al volontariato sociale, quale è, in forma limite, l'appartenenza a una comunità egualitaria]
Questo nuovo "attore" non si sente parte di un esercito, non ha né un'uniforme, né una bandiera. E' piuttosto, nel senso più proprio, un "civile". Sembra fare della debolezza la propria sottile risorsa, sfuggendo a ogni confronto frontale, a ogni conflitto di potenza. Per questo non assomiglia a nessun altra 'politica' che l'ha preceduto. [...] Qui relazionalità, creatività, passionalità ed emotività sono parte integrante del 'capitale sociale'.
 

Marco Revelli
PUTNEY. ALLE RADICI DELLA DEMOCRAZIA MODERNA
Pag. 336
Baldini & Castoldi, 1997

"E' difficile leggere i dettagliati resoconti stenografici del segretario di sir Fairfax a Putney senza un sussulto d'emozione, come accade, appunto, quando ci si accorge di spingere lo sguardo, lungo la vertigine del tempo, fino a una qualche radice. A un remoto punto d'origine del nostro presente"
Salvatore Natoli
DIZIONARIO DEI VIZI E DELLE VIRTÙ
Pag. 168
Feltrinelli, 1996

L'uomo contemporaneo è decisamente più libero che in passato, ma è anche più solo; appartiene sempre meno a una comunità e tuttavia è ancora richiamato a formarla per non perire. [...] Gli uomini contemporanei trovano il loro radicamento per via, lungo il cammino, in comunità - come dire - d'elezione. Per vivere abbiamo sempre meno bisogno d'essere obbedienti, ma non possiamo non essere, in qualche modo, fedeli. Se non siamo capaci di legami, siamo già morti mentre viviamo.