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L’umanità oggi è indirizzata verso l’uniformità. Si riduce la pluralità
delle culture, che è sempre stata una possibilità di arricchimento, per
l’umanità: le offriva larghezza di vedute, possibilità di confronti, di
scelta. Ma molto spesso gli uomini hanno fatto della diversità una ragione
di conflitto.
La ricerca dell’uniformità è un cammino senza fine. Il pluralismo
rinasce sempre e ovunque; lo troviamo anche all’interno delle comunità.
Una comunità può scindersi a causa di questo; e ne nasce una nuova,
diversa. Quello che dobbiamo praticare è la tolleranza reciproca tra le
diversità. Queste comunità sono diverse tra loro, ed è bene che
rimangano tali. Realtà piccole e diverse.
Questo è certo. Se divenissero grandi si snaturerebbero. I grandi
tentativi di dare all’umanità il bene (bene vero o falso che fosse) non
possono che portare a società totalitarie. Queste comunità non pensano di
togliere l’ingiustizia dal mondo in futuro, ma di dar vita, oggi, a spazi
in cui ci siano, compatibilmente con i limiti umani, più libertà, più
uguaglianza, più fraternità.
Un
tale, quasi un secolo fa, disse: “C’è nella Dichiarazione dei Diritti
dell’Uomo di che fare la guerra a tutto il mondo durante tutta la durata
del mondo”. Decisamente non è questo il metodo.
Difficile negarlo. E non è che queste comunità ti tirino fuori dalle
perversioni del mondo. Cercano solo di creare, attorno a te, una fascia di
protezione.
Uno tra i tanti. La società futura si prospetta come un mondo dove si
lavora per produrre e si consuma la produzione per creare lavoro. Queste
comunità, dove si pratica una corretta sobrietà di vita, sono piccoli
mondi dove è possibile sottrarsi, almeno in parte, a questo circolo
vizioso.
Il
consumismo non è che uno dei tanti mali di un prevedibile futuro,
fenomeni che è impossibile contrastare perché si tratta di derive a
dimensione planetaria.
La grande politica è ormai governata dai poteri economici. Per questo la
gente trova sempre più illusoria l’efficacia delle consultazioni
elettorali. In una comunità, invece, si svolge necessariamente un'intensa
vita politica interna, e i singoli sono tenuti ad assumere responsabilità
verso persone vicine, che conosce. Si può pensare che da qui potrebbero
più facilmente venire persone capaci di occuparsi anche della grande
politica.
Scrive Tzetan Todorov, che sul bene e sul male ha meditato parecchio,
“l’esistenza umana non avrà mai l’eleganza di una dimostrazione
matematica, né la perfezione di una polizza di assicurazione”
E
questo è un bene.
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