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Le letture seguenti, alcune di notevole ampiezza, sono per chi voglia approfondire la conoscenza di una delle esperienze citate, in modo completo e ordinato.

Brevi stralci di questo materiale si potranno anche trovare nel secondo punto della verifica, distribuiti in relazione al tema via via trattato. NOTA 26  

 

COMUNE
DI BAGNAIA

Dal 1979

La comune di Bagnaia è situata nella campagna senese.

I suoi fondamenti sono la parità economica tra tutti i membri e la laicità. L'assemblea settimanale è l'unico organo decisionale; non esiste altra autorità interna. Il lavoro può svolgersi sia nella azienda agricola della comune che all'esterno. La produzione agricola serve al consumo interno e alla vendita. Bagnaia svolge un impegno sociale all'esterno, in ambito politico, ambientalistico e pacifista.

Bagnaia è la più piccola tra le comunità qui presentate e per questo è un utilissimo esempio di come anche tutte le altre sono cominciate.

 

 

ASSOCIAZIONE COMUNITÀ E FAMIGLIA (ACF)

Dal 1978

L’ACF si presenta come una “comunità di comunità”, aperta alle differenze al suo interno, disponibile a modificarsi nel confronto con l’esterno. Le regole sono ridotte al minimo e si fa molto affidamento sulla coscienza individuale; il comunitarismo non è accentuato; il nucleo famigliare conserva tutta la propria autonomia; l’eventuale pratica religiosa è un fatto personale. Si richiede la disponibilità alla accoglienza di persone in difficoltà, ma ogni famiglia può praticarla o meno in relazione alle proprie capacità.

La si direbbe una proposta “debole”, ma proprio in questo essere duttile, probabilmente, sta la ragione, della sua rapida espansione.

Nata nel 1988, l’associazione raggruppa attualmente una decina di comunità ubicate, per ora, in Lombardia, Piemonte, Toscana e Liguria.

Ciascuna comunità è composta da un numero ristretto di famiglie che si definiscono un  “condominio solidale”. Un impegno morale alla sobrietà consente ad ogni famiglia di regolare autonomamente il proprio standard di vita, con un corretto prelievo dalla cassa comune.

 

 

 

 

NOMADELFIA
 

Dal 1948

Nomadelfia esiste dal 1948, ma il pensiero che la regge si può dire abbia origine agli inizi del secolo scorso, quando sembrava ineludibile la scelta tra cristianesimo e marxismo. Zeno Saltini (1900/1981), cresciuto nell’intensa competizione ideologica di quegli anni, ha formulato la sua proposta: una società in cui ”la fraternità è legge” (nomòs-adelphòs). La legge di fraternità presuppone l’uguaglianza; l’uguaglianza presuppone una libera scelta.

Oggi la comunità è stabilita in Maremma, presso Grosseto, ed è composta da circa trecento persone (di cui un terzo nomadelfi effettivi). La gestione economica centralizzata e la forma di vita strettamente comunitaria garantiscono una assegnazione di beni e di consumi rispettosa dei bisogni individuali. Lavoro e istruzione scolastica sono interni alla comunità. Forte il legame con la Chiesa Cattolica.

Nomadelfia ha una grande tradizione di disponibilità alla accoglienza di persone in difficoltà, soprattutto di minori che la presidenza affida alle coppie oppure a nubili chiamate “mamme di vocazione”.

Nomadelfia, avendo radici nella nostra storia e nella nostra cultura, costituisce una utilissima fonte di spunti, riflessioni, confronti, per la verifica  che ci si propone di fare. Il materiale che viene qui presentato consente di accostarsi alla sua memoria, al suo presente, alla sua proposta.

Una rapida scorsa preventiva a queste pagine può essere utile per conoscere il contesto da cui sono tratte molte letture delle pagine relative al secondo punto della verifica (tema A, B, ecc.).  

 

 

 

 

BRUDERHOF

Dal 1922

Alla storia davvero romanzesca degli hutteriti (ved. qui sotto)", vi è stata un'appendice abbastanza singolare dagli anni venti del secolo scorso in poi. Attorno al 1922 nacque in Germania un movimento che si proponeva di rinnovare il collettivismo cristiano degli hutteriti, guidato da Eberhard Arnold (1883-1935). Il curioso è però che Arnold e i suoi non sapevano dell'esistenza di colonie hutterite in Nord America. Credevano che il movimento fosse stato distrutto dalle persecuzioni e ne cercarono il modello sui libri soltanto. L'avvento di Hitler, cui presto seguì anche la morte di Arnold, indusse la maggior parte dei neohutteriti a lasciare la Germania e a riparare in Inghilterra. Qui però, essendo tedeschi, comunisti e antimilitaristi, si trovarono così poco a loro agio, che ripartirono quasi tutti alla volta del Paraguay. Anche in questo caso, l'ambiente si rivelò così poco congeniale che i più dei neohutteriti se ne andarono e rifluirono negli Stati Uniti. Qui appresero dell'esistenza degli hutteriti veri e propri e cercarono di unirsi a loro. Però la convivenza si rivelò impossibile fra gli hutteriti vecchi e nuovi: gli uni erano contadini, ancorati a tradizioni patriarcali e vissuti per secoli tagliati fuori dal resto del mondo; gli altri erano gente moderna, avvezza alla vita di città e per lo più intellettuali. I neohutteriti pertanto finirono con l'andarsene a New York, dove crearono una comunità, la quale gestisce attività collettive di carattere industriale, specie per la fabbricazione di giocattoli. La comunità neohutterita ha sviluppato anche una certa attività proselitistica. Tra Stati Uniti, Inghilterra, Australia i neohutteriti sono un paio di migliaia e il loro numero sta crescendo ulteriormente.
da G. Spini 'L'origine del socialismo' Einaudi, 1992

 

 

 

 COMUNITÀ
HUTTERITE

Dal 1533

Nate nel XVI secolo, dopo la Riforma, hanno attraversato drammatiche vicende per rispettare la loro scelta di comunitarismo e di nonviolenza. Sussistono tuttora negli USA e in Canada, ove contano qualche decina di migliaia di membri.  

 

 

KIBBUTZ ISRAELIANI

Esperimenti di società socialista sorti in Palestina agli inizi del secolo e, in buona parte, tuttora esistenti. Nel corso del tempo gestione economica e forme associative hanno subito numerosi cambiamenti.

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