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E’ cristianesimo?

  • Come si rapportano tra loro i membri di queste comunità?

Per quanto se ne può sapere (è tema da trattare con delicatezza) possiamo dire che molto dipende dal tipo di comunità.

Nomadelfia, ad esempio, [ved. NOMADELFIA] esige rapporti di convivenza molto più stretti dell’ACF [ved. A.C.F]. Non è automatico, per questo, che i rapporti siano più fraterni in uno o nell’altro caso.

  • Come è possibile che tutti vadano sempre d’accordo?

Perché ritenere che sia possibile? Non è il perenne buon accordo la sostanza del loro rapporto solidale.

  • Qual è?

Oggi già si praticano diverse forme di solidarietà: c’è, prima di tutto, quella dello “stato sociale”, gestito dallo stato attraverso il prelievo fiscale; c’è quella che si esprime nell’aiuto volontario a chi si trova in particolari difficoltà; c’è anche quella che serve principalmente ad accrescere il profitto di determinate aziende.

Tutte queste forme di solidarietà non portano all’eguaglianza economica, che è invece il requisito essenziale di queste comunità. Questo è più che solidarietà: è fraternità. Ma non è un sentimento: è un fatto.

Io sono tuo fratello se tu sei mio fratello. Diversamente il mio è sentimento di “carità”, un dovere che i cristiani hanno verso tutti gli uomini. La carità cristiana qui sta sullo sfondo. Più prossima è l’idea di “fratellanza”, idea di origine laica, che sottintende l’operare insieme, la reciprocità dell’aiuto.

  • Ma i rapporti personali?

Un rapporto felice tra due persone ci può essere o meno. Non è cosa che si possa stabilire per statuto. Una predisposizione delle singole persone a rapporti amorevoli però lo dice il fatto di aver aderito volontariamente a una comunità egualitaria.

  • Dunque anche in queste comunità, in cui vigono libertà, uguaglianza e fraternità, il clima evangelico non è garantito, in misura totale e costante?

Qui si tratta di persone, che possono anche essere diverse per lingua, cultura, etnia o religione, che hanno detto soltanto: stringiamo un patto tra noi.

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