|
E’ vero, se pensiamo al comunismo com’è comunemente inteso.
Per “comunismo” si possono intendere due cose: il movimento politico
che intende (intendeva?) agire nel mondo con la prospettiva di giungere a
instaurare un determinato sistema sociale (e questo è l’uso comune del
termine) oppure si può intendere quello stesso sistema sociale una volta
realizzato. Quest’ultimo è il comunismo delle comunità di cui
parliamo.
Il comunismo degli hutteriti non nasce da una analisi del sistema
economico, ma dall’intento di seguire il comando evangelico di fraternità
tra gli uomini.
Non è Marx che ha usato per primo questo termine. Si usava già durante
la Riforma per indicare il rapporto esistente tra i fedeli della prima
comunità cristiana di Gerusalemme.
No, certo. Al più qualcuno può vedere una lontana radice etica comune,
consistente nel concetto cristiano di fraternità tra gli uomini. Inoltre, su come
sarebbe stata la società comunista una volta caduto il capitalismo, Marx
non ha fatto che pochi accenni.
Zeno Saltini, l’inventore di Nomadelfia, che era giovane nei primi
decenni del ‘900, aveva conosciuto e stimato molti socialisti. Ha poi
sempre apprezzato l’impegno sociale di socialisti e comunisti.
Quanto ci sia dell’analisi marxiana nel suo pensiero lo possiamo
conoscere nelle pagine del sito: [TEMA A >
“Come porsi nei confronti…” o in
"d. Zeno Saltini e il pensiero di
marxiano"].
Per
quanto riguarda le comunità dell’ACF, non abbiamo elementi per dire
qualcosa in proposito.
Questo lo chiediamo a loro. Forse queste comunità non trovano né una
forza politica o sociale, né un movimento, che interpreti la loro visione
del mondo…
|