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Nel 1949 un ventenne, G, ha un primo incontro con Nomadelfia. Continuerà poi a seguirne le vicende, da lontano.

Fine anni sessanta. G ed E sono una coppia vicina alla quarantina; hanno due figli nella scuola media. Ambedue hanno un’esperienza giovanile di insegnamento; adesso G si occupa di scolastica e divulgazione presso una casa editrice. 

C’è di nuovo un’occasione di contatto con la comunità. D. Zeno ha appena ottenuto dal ministero della pubblica istruzione la facoltà di provvedere alla scolarità dei bambini di Nomadelfia in forma familiare; propone loro di aiutarlo nell’impresa.

Nella primavera del ‘69 i due vanno a vivere alla Rosellana come ospiti, lasciando aperta la possibilità che sia una scelta definitiva oppure che si tratti di una esperienza transitoria. 

 

Si possono qui leggere alcuni stralci tratti da un ampio racconto in cui G, ora,  ripercorre il proprio cinquantennale rapporto con la comunità.

Nella lettura si ponga dunque attenzione:

- al periodo cui ogni stralcio si riferisce; relativamente a quanto viene detto è possibile che, in seguito, siano sopravvenuti cambiamenti.

- alla impossibilità per il lettore di comprendere appieno molti riferimenti ad avvenimenti, persone e luoghi citati; inconveniente inevitabile trattandosi qui di una piccola parte di un testo molto ampio.

 

 

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