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www.unpattotranoi.it Le costituzioni di Nomadelfia Nomadelfia si è data una costituzione alla nascita (1948), una alla
rinascita (1961), una terza in occasione dell'unione con un gruppo di
famiglie di un paese vicino (1963), e quella, tutt'ora vigente, stesa
nel 1994 e definitivamente approvata Sede Sede nel 2001.
Si noti che Nomadelfia, avendo le sue radici in ambito parrocchiale, ha
sempre richiesto una qualche forma di approvazione ecclesiastica,
inizialmente al vescovo locale, dal '61 alla Santa Sede.
Costituzione del 1948 Pervasa da afflato
rivoluzionario, ricca di sconcertanti innovazioni nelle istituzioni
previste, improntata ad un rigoroso spirito religioso, è un documento
curioso, ma, incentrata sulla figura carismatica di "patriarca" autoattribuitasi da d. Zeno, risulta di scarso interesse
ai fini della nostra ricerca.
Compilata con l'assistenza di un costituzionalista, costituisce un
documento interessante. Nomadelfia risulta governata nella forma di una
democrazia diretta, e la soggezione all'autorità ecclesiastica vi
figura in forme velate.
Costituzione del 1963 Costituisce un adattamento di quella del '61, elaborato al fine di includere nella comunità un nutrito gruppo di famiglie residenti in un paese vicino. Per tali "esterni" è stabilita una forma attenuata di comunitarismo. L'esperienza ebbe una breve durata ma questo non toglie interesse al documento. Nella corso della stesura della Costituzione del '63 venne reintrodotto, con la dizione "padre e fondatore", il ruolo che d. Zeno aveva come "patriarca" nella costituzione del '48. Si veniva così a privare di nuovo il popolo di Nomadelfia della propria autonomia nel confronti della gerarchia ecclesiastica, privazione che persiste tuttora. Da questo fatto ebbe origine una grave crisi istituzionale che si protrasse fino al 66.
Costituzione del 1994 (approvata dalla Santa Sede nel 2001) Riprende molto dello spirito di quella del '48.
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