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Come si conciliano comunitarismo e individualismo?

  • La comunità di Nomadelfia ha scuola e TV proprie. Non si tratta di una forma di condizionamento culturale?

Al condizionamento culturale attraverso la televisione siamo sottoposti tutti senza che ce ne avvediamo. Le reti televisive sia pubbliche che private ci sottopongono a una scuola di consumismo, volgarità, violenze; la mondanità, l’intrattenimento sciocco, i divi dello spettacolo hanno maggior spazio delle personalità positive e dei più gravi problemi.

In quanto alla scuola, si ritiene che debba essere agnostica.

In proposito, però, le varie comunità seguono criteri diversi e questo è un fatto molto positivo. Nella comune di Bagnaia e nelle comunità dell'ACF, ad esempio, TV e scuola sono quelle di tutti.

Ma non è forse preferibile che televisione e scuola siano curate da persone più vicine alla nostra scala di valori?

  • Eppure si dice che tutte le comunità chiuse plasmano gli individui in modo unilaterale.

Che cosa si intenda per chiusura va visto caso per caso. I principi della Dichiarazione Universale dei Diritti non vanno ignorati all’interno di nessuna comunità, per quanto piccola, né di nessuno stato, per quanto grande. Ognuno li fa poi osservare in base ai propri criteri di tolleranza.

  • Ma come si concilia questo comunitarismo con l’individualismo?

Chi fa parte di una comunità ha più occasioni di esprimere e mettere a confronto la propria individualità della generalità delle persone. Una spiccata personalità non è prescrivibile, ma si può supporre che in queste comunità sia più facile che altrove trovare persone che la possiedano.

  • L’esistenza di personalità forti e diverse può anche essere una causa di scontri.

Certo, è possibile. Non è detto che la vita comunitaria sia facile, neppure sotto questo profilo.

  • Chi è cresciuto in una di queste comunità, come se la caverebbe se dovesse lasciarla?

E’ improbabile che queste comunità siano del tutto impermeabili ai costumi esterni. Ma va detto che, essendogli stata data una determinata cultura, il giovane che esce sa quello che è, a quale gruppo umano appartiene: ha dunque una identità. Non si sente smarrito incontrando altre culture e può aderirvi con maggiore coscienza di quel che sono le diversità culturali. Le persone cresciute in una di queste comunità, e che ne sono poi uscite, confermano sempre questo aspetto della loro esperienza.

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