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Testo inviatoci da David, un membro di una comunità Bruderhof  in Inghilterra.

LA DOTTRINA DEI BRUDERHOF

Siamo semplice gente comune che si è riunita da diverse esperienze, alcune religiose altre no, ma tutti alla ricerca di un alternativa al modo di vivere egoistico del mondo. La ragione della nostra ricerca è la Bibbia, specialmente il Nuovo Testamento, è questo che ci spinge insieme verso una comunità cristiana.

Questa vita non consiste nel seguire i nostri programmi ma Dio. Se vieni qui con un tuo programma sarà ben presto distrutto.

 
BREVE STORIA Nel 1920 un teologo tedesco, Eberhard Arnold e la moglie Emmy, dovettero seriamente misurarsi con le parole di Gesù.

Non potevano più rimanere indifferenti di fronte alle sofferenze e alle ingiustizie della Berlino del primo dopoguerra e capirono che la loro vita doveva cambiare radicalmente.

 Si trasferirono nel remoto villaggio di Sannerz. Qui, insieme a pochi altri, gli Arnolds diedero vita a una piccola comunità condividendo tutto ciò che possedevano. Ben presto il loro gruppo fu conosciuto con il nome di Bruderhof, un luogo di fratelli.   Nel 1937 i Nazisti costrinsero la comunità di Bruderhof a lasciare la Germania. Si trasferirono in Inghilterra passando attraverso l’Olanda. Poco dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale il ministero degli interni inglese non ebbe altra scelta che l’ultimatum: internare i membri tedeschi in un campo di prigionia o far emigrare l’intera comunità.   Scelsero di emigrare, tutti, i fratelli, le sorelle, i bambini si imbarcarono e attraversarono l’oceano sulle rotte di acque infestate da sottomarini per raggiungere il Paraguay, nel sud America. Fu l’unico paese a offrire ospitalità a pacifisti tedeschi. Per 20 anni sopportarono difficoltà e malattie nella giungla (vera e propria) per costruire una comunità fraterna.  

Nel 1954 un Bruderhof si stabilì negli Stati uniti, a Rifton, New York. Oggi ci sono quasi 3000 persone che vivono nell 11 comunità Bruderhof, 7 negli Stati Uniti, 2 in Inghilterra, e 2 in Australia. 

 

A destra: I Bruderhof in Paraguay

IL LAVORO Abbiamo soprattutto due categorie di lavoratori: operai e managers. I managers sono anche operai per parte del giorno. Come a Nomadelfia, nessuno riceve un compenso per il lavoro. Di conseguenza è facile realizzare l'eguaglianza economica. Qui al Bruderhof si tratta che tutti danno di tutto.

Alcune aziende come Community Playthings, che produce mobili scolastici per scuole materne, e Rifton Equipment, che crea materiali per bambini disabili, procurano il necessario per i bisogni della comunità.

La nostra comunità consiste nella disponibilità e la fedeltà uno verso l’altro. Noi facciamo una promessa per tutta la vita. Il nostro lavoro in favore dei bambini consiste nel fornire articoli che devono durare non solo per il corso della loro vita, ma anche per quella dei loro figli e nipoti. In questi prodotti facciamo risaltare i nostri valori.   Il nostro lavoro, a casa o in azienda è qualcosa che noi facciamo per gli altri. E’ un impegno continuo, è un modo per mostrare la nostra fede, è dare forma ai nostri sentimenti, è un modo manuale di rendere concreta la nostra fede lavorando insieme agli altri. Ognuno di noi che fa parte della comunità è un individuo, siamo diversi come le nostre impronte digitali, ma insieme ci muoviamo come un solo.   

LA FAMIGLIA

La famiglia è l’unità base della comunità. Comincia con il matrimonio, un voto sacro tra un uomo e una donna che presume fedeltà per tutta la vita.   Un matrimonio non è soltanto qualcosa di personale, coinvolge l’intera comunità: dai bambini agli adulti, specialmente i genitori e i dirigenti spirituali.   La fedeltà a Dio e reciproca è il fondamento sul quale sono costruite le nostre famiglie e le comunità.

Ciascuna famiglia ha il proprio appartamento. Condividiamo cucinetta e bagni. Abbiamo due pasti al giorno in comune. In famiglia si fanno la prima colazione e due cene per settimana.

Il tempo in famiglia è importante perché dobbiamo trascorrere del tempo con i nostri figli per trasmettere loro quei valori che vogliamo li accompagnino per tutta la vita. Tali valori sono il rispetto e l’amore per gli altri, e un atteggiamento di servizio, piuttosto che di essere serviti. Questi valori saranno loro utili, qualsiasi cosa decidano di fare e ovunque vadano.   La famiglia è il luogo dove un bambino comincia ad amare, a preoccuparsi degli altri e a condividere, e questo è l’inizio della comunità. Una famiglia è come una mini-comunità. Se non ce la fai in famiglia, non ce la fai neanche in una comunità più estesa. Comincia con i babbi e le mamme, devono andare d’accordo, devono amare i loro figli, e loro, circondati dall’amore, imparano a darlo agli altri. Non è sempre facile, ma da qui si comincia. Nella nostra comunità i bambini hanno un ruolo centrale e infatti sono loro il futuro della comunità. Ciò che accade loro e la loro educazione coinvolge tutti nella comunità, non solo i genitori e gli insegnanti. Ciò che accade loro e la loro educazione coinvolge tutti nella comunità, non solo i genitori e gli insegnanti.  

Abbiamo la nostra scuola: materna, elementare e media. Pensiamo che sia importante offrire ai bambini la nostra educazione durante gli anni più formativi della giovinezza: possiamo educare il bambino completo e dargli quei valori che noi riteniamo importanti e quegli strumenti che potranno usare più tardi nella vita.   Non intendiamo educare i nostri figli per farne dei membri di Bruderhof. Li vogliamo educare perché siano utili al mondo. Chiunque sia egoista o maleducato o incapace di finire un lavoro non sarà mai capace di aiutare un altro. Se fanno un lavoro intellettuale vogliamo che i nostri figli diano il meglio, se fanno un lavoro manuale lo stesso.  

Anche noi abbiamo i nostri problemi. Appena il bambino sente che i genitori e gli insegnanti lavorano insieme, bene, le cose cambiano in fretta.   Quando escono dalla scuola media dovrebbero avere ricevuto tutti gli strumenti per usare la loro intelligenza. In seguito pensiamo che sia importante per loro conoscere il mondo di fuori e vedere com’è, perciò vanno alla scuola pubblica.  

VIVERE IN COMUNITA' Se si nasce nella comunità non vuol dire che ne diventi membro automaticamente. Deve essere una scelta libera perché se solo ne fai parte e non lo senti, non funziona: non si può solo stare in compagnia di tanta gente senza una profonda motivazione spirituale, cioè una vera vocazione.

Parlare chiaro e tondo, con amore fraterno, è molto importante per noi. E’ una promessa che facciamo. Questa promessa ci ricorda di non mormorare ma di andare direttamente dalla persona quando c’è qualcosa che non va. E di sicuro capita. Se non ce la facciamo da soli, chiamiamo qualcuno che ci aiuti.   L’invito al Vangelo, a una nuova vita in comunità, è per chiunque sia alla ricerca.  

Speriamo un giorno di vedere più persone di colore nella comunità. A volte veniamo criticati perché c’è una predominanza di bianchi. Non dobbiamo guardare a questo, dobbiamo guardare all’umanità. Questa è la cosa importante. Non si tratta di colore, nazionalità, si tratta di gente che ha cura degli altri. Si tratta di una missione, di un espressione di speranza e di compassione per il mondo.   Questa missione si estende al di fuori della comunità, anche a paesi stranieri dove l’impegno in campo sociale è una parte vitale dell’esperienza comunitaria.   Attraverso le edizioni Plough i nostri libri e quelli di altri autori sono distribuiti in tutto il mondo.   

UNA SFIDA A TUTTE LE POLITICHE

La sfida del vero Cristianesimo trascende la politica. Non è né di destra né di sinistra. In concreto lancia una sfida a tutte le correnti politiche. Capiamo che molte nostre azioni potrebbero essere considerate politiche ma non hanno niente a che fare con la politica, e tutto a che fare con la nostra fede e la vita che ne deriva.  

Tanti cristiani vengono qui e dicono: perché non andate fuori a predicare, perché non andate fuori a evangelizzare. Siamo d’accordo che non dobbiamo essere un film muto, ma se parliamo, noi parliamo la parola di vita e una parola che veramente indichi qualcosa che succede per davvero sulla terra.

 

La vita comunitaria che vediamo qui non è possibile senza una forte fede interiore che sostenga la comunità visibile.   La comunità visibile da sola non è niente. Non può durare. E’ destinata a crollare. E’ solo questione di tempo. Ma se c’è una comunità interiore alle spalle della comunità visibile, allora c’è un legame, forse l’amore, certamente il perdono. Con tutto questo ce la facciamo, ed è bello.   Nel vedere tante persone di così diversa provenienza che vivono insieme , ti viene da chiederti che cosa lo renda possibile.   Non è grazie alla nostra bravura che riusciamo a stare insieme. Se fosse per gl’individui , questo posto sarebbe fallito molto tempo fa’. E’ qualcosa che dobbiamo cominciare da capo infinite volte al giorno. Quello che ci tiene uniti è la nostra promessa a seguire una cosa sola: Gesù col massimo delle nostre forze come hanno fatto i primi cristiani . Dobbiamo avere il cuore in ascolto e aperto quando il Signore ci parla cosi che possiamo rispondere come un gruppo compatto, in totale unità , e non in base a una votazione o su qualche altra base. Dobbiamo ascoltare: Il Signore ci parla se ascoltiamo veramente con il cuore.

E il giorno in cui noi smetteremo di evolvere, di cambiare e di rispondere allo spirito, quel giorno potremo metterci su uno scaffale come qualsiasi altro fenomeno sociologico.  

 

 

 

 

L’ORGANIZZAZIONE DELLA “FRATERNITA’” BRUDERHOF
intervista

Durante lo scorso dicembre 2003 unpattotranoi ha avuto alcuni interessanti contatti con David Hine membro del Darvell Bruderhof. Ecco le informazioni che abbiamo ricevuto da lui su questo movimento in continua espansione.

Da quanto tempo esiste la tua comunità ?

Darvell Bruderhof fu fondato nel 1971. Siamo nell’E.Sussex, solamente a venti minuti da Hastings. Qui la campagna inglese è molto bella.

Sorgono nuove comunità Bruderhof ?

Quando sono arrivato al Bruderhof, trent’anni fa, eravamo circa 1000 anime in tre comunità. Oggi siamo quasi 3000 in tredici comunità. Distribuite in USA, Inghilterra e Australia.

Come si regge una comunità Bruderhof?

Tutti i membri battezzati o novizi scelgono una persona chiamata “Servitore della Parola”. Questo Servitore è il nostro ministro ed è ordinato per la vita. Ogni Servitore è responsabile della direzione della propria comunità.

Queste comunità sono collegate tra loro? Come?

Dalla cerchia dei Servitori, tutta la fratellanza Bruderhof sceglie uno detto “L’Anziano” e un altro che sarà il suo assistente. L’Anziano e il suo assistente sono responsabili della direzione dell’intero movimento. Dimorano in una delle comunità americane. Tutte le decisioni importanti vengono prese unanimamente dall’intera fratellanza. Il telefono facilita il contatto dell’intera fratellanza internazionale.

Come si giunge a una cosa difficile come l’unanimità?


Il vero organo di collegamento che unisce tutte le fratellanze è lo Spirito Santo. Siamo umani, siamo deboli, ma al Signore piace usare la nostra debolezza perché il Regno di Dio venga su questa terra. Il consenso unanime è possibile solamente se ognuno ascolta interiormente lo Spirito.

Di quanta dedizione personale occorre essere animati ci avevi già parlato la volta precedente. A noi raggiungere l’unanimità pare una cosa che ha del miracoloso. Ma forse la spiegazione è semplice: voi avete fatto una libera scelta. Mentre tutti noi…
La cosa è sorprendente soprattutto pensando che si tratta di comunità formate, in media, da circa 200 persone.


Recentemente, però, negli Stati Uniti abbiamo creato una piccola comunità urbana. Sono solo nove persone, per ora. E’ una novità.

 

Perché questa novità?

Oggi è diventato difficile costruire sedi per cento e più persone. Crescono sempre più le difficoltà legali e finanziarie. Così stiamo pensando di stabilire gruppi più piccoli nei centri urbani.
Anche noi del Darvell Bruderhof stiamo facendo un tentativo di questo tipo.
I nostri ragazzi della seconda e terza media hanno fatto una gita in Germania per conoscere i luoghi dove sono le radici del nostro movimento. Quando furono a Sannerz [vedere l’origine del movimento in BRUDERHOF] hanno visto che la villa dove fu fondata, nel 1920, la prima comunità era in vendita. Quando tornarono in Inghilterra erano entusiasti di questa possibilità. L’Anziano ha inviato dei fratelli a studiare la cosa e infine abbiamo acquistato questa villa. Un piccolo gruppo si è spostato là a fare i restauri…così è cominciata la piccola comunità di Sannerz, in Germania. http://sannerzbruderhof.de Adesso sono circa 17 persone. Alcuni ora devono lavorare all’esterno, finché non si sarà trovato un lavoro comune.

Tutto questo è molto bello. Se riusciremo a realizzare un convegno in Italia, avremo piacere di invitarvi.

Anche noi abbiamo in programma un incontro nel marzo 2004. Ricambiamo l’invito.
Adesso ci stiamo preparando per l’Avvento e la casa ha profumo di abete. Non scambieremo regali quest’anno. E’ un necessario ritiro dal consumismo e anche dall’essere troppo occupati con i regali da farsi in casa e dimenticare così il vero significato della festa. Invece si farà musica, un presepio vivo, da un palcoscenico racconti e favole di Natale, fino all’Epifania.
Natale, Pasqua e Pentecoste sono feste importantissime per noi. Abbiamo libri pieni di canzoni per queste feste.

 

 

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