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E’ anarchismo?

  • Quanta libertà offre la vita in una di queste comunità?

Giusta domanda. In effetti, in pochi posti ci sono unità di principi, tante regole, tanto rispetto per la gerarchia, come in alcune di queste comunità. Eppure nella loro tradizione aleggia un certo spirito anarchico. Queste persone ritengono di aver fatto una grande scelta di libertà.

  • E sarebbe?

Non è un notevole atto di libertà la scelta di aderire ad una comunità radicalmente alternativa al sistema economico vigente? E poi quello di restarvi? Un gesto anarchico: a questo tipo di società, io non ci sto. 

  • E una volta fatta la scelta, quali libertà trovano?

Ogni comunità privilegia libertà diverse. Tra libertà positive (liberi di…) e libertà negative (liberi da…) sono più tipiche e comuni le seconde: liberi da una valutazione economicistica del proprio contributo alla società, dal dover consentire che altri tragga profitto dal tuo lavoro, da una attività basata sulla competizione, dall’arrivismo nella carriera, dalla servitù del denaro, dalle sollecitazioni del consumismo, dalle preoccupazioni per la vecchiaia, dalla solitudine come singolo e come famiglia…

  • E il rifiuto dell’autorità, altro cardine del pensiero anarchico?

L’accettazione di una gerarchia di funzioni è una necessità pratica, l’essenziale è che non si traduca in un privilegio, come invece avviene ovunque.

  • Non si può sospettare che, in quanto a spazi di libertà, ci siano condizioni analoghe  a quelle delle istituzioni di tipo “disciplinare” come gli ordini religiosi e le forze armate?

Questo è da verificare. Nella comune di Bagnaia e nelle comunità dell’ACF, ad esempio, gli spazio di libertà positiva sono molto ampi [ved. Bagnaia, A.C.F.].

Inoltre, va subito detto che religiosi e militari non hanno fatto una scelta che si pone come alternativa al sistema statale.

Queste comunità, invece, hanno principi che sono, per la maggior parte, in contrasto con quelli dello stato in cui si trovano. C’è in loro un’aspirazione, più o meno espressa, a essere liberi dalle leggi statali.

Un esempio evidente è nel pensiero di d. Z. Saltini, il fondatore della comunità di Nomadelfia. Si vedano in TEMA A: Come porsi nei confronti dello Stato se si ritiene che ogni uomo sia originariamente libero e Zeno Saltini e il pensiero anarchico

Si può citare, inoltre, il principio della nonviolenza, che tante sofferenze e vittime è costato agli hutteriti, per sottrarsi, ad esempio, al servizio militare in tempi e paesi in cui non era prevista l’obiezione di coscienza.

  • Ma loro, in conclusione, si sentono più liberi di noi?

Il senso di libertà che una persona prova è un fatto del tutto soggettivo e si coniuga con il senso di responsabilità, nel quale trova un limite etico. Evidentemente chi aderisce a una comunità di questo tipo colloca tale limite molto vicino a sé.

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