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  1 – Abbiamo l’impressione che l'Associazione limiti il proprio ruolo all'avvio dei gruppi e, in seguito, solo al loro collegamento. Quindi, nel vostro interno, c’è poco o niente dirigismo dall'alto?

Effettivamente da sempre la proposta è quella dell'autopromozione, dalla singola persona, alla famiglia, al condominio solidale. Si propone il mutuo aiuto tra soggetti liberi, sovrani e responsabili, nella convinzione che già questa "semplice" forma di condivisione è in grado di apportare benessere e serenità a chi la pratica. Dunque non servono linee direttive se non alcuni semplici e forti principi racchiusi negli statuti (di MCF nazionale, dell'ACF regionale di competenza, della singola associazione di ciascun Condominio Solidale). Questo obbiettivo viene raggiunto attraverso diversi strumenti:

  • i gruppi di condivisione, che raccolgono famiglie che aspirano vuoi a capire meglio i vari aspetti della proposta oppure che ricercano un ambito di.... "condivisione" per vivere meglio il loro essere famiglia dove abitualmente vivono

  • gli eventi associativi, formativi ed i convegni delle diverse associazioni;

  • i gruppi di lavoro, che raccolgono famiglie interessate a progetti di convivenza concreti, attorno ad un luogo specifico

  • i gruppi di servizio tecnico, intorno ai temi del costruire e ristrutturare, degli acquisti collettivi (GAS, in fase di decollo in questo mese), e di altri aspetti specifici, compreso gli aspetti economici e finanziari per sostenere i progetti in partenza.

2 - La formula del "condominio", viene attuata, a quanto pare, in varie modalità. Nel vostro sito troviamo che solo la comunità del Sicomoro ci dice qualcosa in proposito?

In realtà non si deve pensare al condominio come la classica palazzina dove le famiglie vivono una a fianco all'altra, spesso in un profondo anonimato. La forma è "multiforme", ma prevalentemente si tratta di una convivenza in uno stabile ristrutturato.
Il termine "condominio" (sia che si conviva fisicamente o meno, come il Sicomoro) determina la differenza dal termine "comunità". Nel condominio solidale ciascuna famiglia è sovrana entro gli spazi che le sono stati assegnati e si condividono alcuni aspetti relativi agli spazi ed ai tempi della vita comune. Nella comunità, invece, spesso vi è una "regola" da rispettare, dei valori e dei comportamenti comuni da rispettare ecc.
Il nostro obbiettivo sotteso, dunque, è sostenere e proporre un'idea accessibile a tutti (credenti e non), alle famiglie normali, non solo a coloro che si sentono "chiamati" o devono "consacrarsi" con voti particolari.

3 – Un lavoro comune produce un reddito che può essere diviso in modo uguale. Come ci si regola, invece, se le retribuzioni di un lavoro esterno sono di entità sensibilmente diversa?

In principio, a Villapizzone, era proprio così: lavoro comune e cassa comune. Il lavoro comune, però, è una possibilità; non è una scelta obbligata. Col tempo (già a partire dalla seconda esperienza, a Basiano) si è deciso di sperimentare la cassa comune anche sui redditi delle famiglie conviventi indipendentemente dalla loro fonte: questa è stata la formula utilizzata fino ad oggi. Il meccanismo è molto semplice: tutti i redditi da lavoro affluiscono su un solo conto corrente, a fine mese l'incaricato fà visita a ciascuna famiglia e le consegna un assegno in bianco, con il quale la famiglia preleva dal conto ciò che le serve per vivere. Tutto questo si regge nella fiducia e responsabilità reciproca. E, di norma, funziona! "A ciascuno secondo i suoi bisogni, da ciascuno secondo le sue possibilità".

4 - Le proprietà personali esistenti in precedenza, come vengono considerate?

La cassa comune riguarda i soli redditti da lavoro. Le proprietà personali esistenti in precedenza, come pure i redditi diversi da quelli di lavoro ed i beni di proprietà della famiglia (case, automobili, ecc.) restano a disposizione della singola famiglia. Nella realtà, accade sovente che anche queste risorse vengono condivise per iniziativa della famiglia stessa che le detiene.
 

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